Giurisprudenza annotata

3.10. CORTE COST. N. 100 DEL 2010


Abstract


Con la sentenza in oggetto la Corte costituzionale torna ad affrontare il tema dei vincoli legislativi che ricadono sulle regioni per effetto della stipula di un "Accordo per il rientro dal disavanzo nel settore sanitario" ai sensi dell’art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Rispetto alle censure sollevate dal Governo, che ha fatto valere sia il rispetto del principio di leale collaborazione, sia il rispetto dei principi in materia di coordinamento della finanza pubblica, La Corte ha modo di distinguere la diversità di effetti imposti dalla stipulazione dell'Accordo rispetto all’esercizio della funzione legislativa da parte della regione interessata - la Campania, in questo caso, l.r. 28 novembre 2008, n. 16 (Misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale per il rientro dal disavanzo). Quanto al primo punto, il giudice costituzionale ribadisce che oggetto delle procedure della leale collaborazione non può mai essere l’esercizio della funzione legislativa della regione, e che pertanto tale esercizio non può essere subordinato ad una previa approvazione ministeriale. Altro discorso per quanto riguarda i contenuti dell’Accordo: la norma dello Stato che assegna a tale modulo convenzionale carattere vincolante, per le parti tra le quali è intervenuto (art. 1, comma 796, lett. b della legge n. 296 del 2006), può infatti essere qualificata come espressione di un principio fondamentale diretto al contenimento della spesa pubblica sanitaria e, dunque, espressione di un correlato principio di coordinamento della finanza pubblica.

Suscita, per altro, qualche perplessità il grado di vincolo effettivo che è fatto derivare da tale presupposto: infatti, stando a questa decisione, il parametro di verifica viene poi identificato nei principi desumibili dalla vigente legislazione in tema di coordinamento della finanza pubblica, e non nel loro svolgimento concreto in sede di accordo; ed anzi, quando la disciplina regionale esula dagli “ambiti materiali” di cui all’art. 117, terzo comma, ma è riferibile al quarto comma (organizzazione regionale come materia “residuale”), l’accordo semplicemente non rileva (si direbbe, per carenza di competenza). In questo modo, tuttavia, la legislazione regionale destinata a dare attuazione all’accordo per il rientro dal disavanzo appare fondamentalmente svincolata rispetto ai termini dell’accordo stesso, e sostanzialmente ricondotta all'ordinario sistema di limiti imposti dal Titolo V, parte II della Costituzione (come confermato dall'economia complessiva della decisione in commento).

Con buona pace della vincolatività degli accordi (e del principio stesso di leale collaborazione, in definitiva).


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