Giurisprudenza annotata

7.6. Consiglio di Stato, sez. V, 7 aprile 2009, n. 2145


Abstract


E’ conforme alla legge la costituzione di un raggruppamento tra professionisti fatta mediante scrittura privata autenticata e non per atto notarile?

A tale quesito fornisce risposta negativa la sentenza n. 2145 del 7 aprile 2009, resa dalla V sezione del Consiglio di Stato.

Nel caso esaminato, in una gara indetta dal Comune per l’affidamento dell’incarico di progettazione di un nuovo impianto di depurazione, viene escluso un “Raggruppamento” costituito con scrittura privata autenticata, in applicazione della previsione del bando secondo cui il raggruppamento tra liberi professionisti doveva essere già avvenuto all’atto di presentazione dell’istanza di partecipazione alla gara “nelle forme di legge”.

L’appellante, nella qualità di capogruppo, mandatario del Raggruppamento temporaneo tra professionisti nonché in proprio, si rivolge al Supremo Collegio per chiedere l’annullamento della sentenza di prime cure che ha ritenuto legittima l’esclusione, sostenendo l’equivocità dell’espressione del bando con cui si richiede che la costituzione del raggruppamento sia fatta “nelle forme di legge” e, comunque, l’idoneità della richiesta di affidamento, sottoscritta da tutti i componenti dello studio associato, posto che ciascun componente avrebbe potuto essere affidatario dell’incarico uti singuli, indipendentemente dalla previa costituzione di un Raggruppamento temporaneo. Inoltre, nel ricorso si sostiene la illegittimità della mancata ammissione alla regolarizzazione della documentazione, non essendo dubbie né la data di costituzione dell’Associazione temporanea, sicuramente anteriore alla domanda di partecipazione alla gara, né l’identificazione dei partecipanti.

Afferma, al contrario, il Consiglio di Stato, che nella costituzione di un raggruppamento temporaneo il mandato con rappresentanza, conferito al capogruppo, si configura come atto di natura negoziale, che deve essere posto in essere con atto notarile, ai sensi dell’art. 2703 del codice civile. Pertanto, non può considerarsi conforme alla legge neppure l’autenticazione del segretario comunale o di altri funzionari incaricati, che è riferibile, ai sensi degli artt. 20 e ss. della L. n. 584/77, alla sottoscrizione delle istanze da produrre alla p.a.

Quanto agli altri motivi di ricorso, il Supremo Collegio reputa inammissibile, perché non dedotto in primo grado, il rilievo che la domanda di partecipazione avrebbe potuto essere presa in considerazione dalla stazione appaltante come presentata dai singoli soggetti del raggruppamento, mentre giudica infondate le censure circa l’equivocità delle prescrizioni del bando e l’impossibilità della regolarizzazione.

Su tali profili, infatti, i giudici di Palazzo Spada fanno proprie le considerazione espresse dalla sentenza di primo grado e giudicano legittima la lex specialis ed impossibile la  regolarizzazione postuma della documentazione mancante.

Ciò anche a motivo del fatto che il “raggruppamento” non ha impugnato né le previsioni del bando né la richiesta del presidente della commissione giudicatrice di produrre l’atto pubblico di costituzione dell’Associazione temporanea tra professionisti, richiesta alla quale il giudicante assegnata natura provvedimentale.


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