Giurisprudenza annotata

27.2. Corte dei Conti, Sez. giur. Calabria, Sent. 20 maggio 2009, n. 239


Abstract


La Corte dei Conti si è pronunciata in data 20 maggio 2009 in materia di omnicomprensività della retribuzione dei dirigenti, con particolare riferimento ai segretari comunali che rivestono contestualmente e contemporaneamente il ruolo di direttore generale. 
Nella fattispecie, la questione concerne la somma ricevuta dal P., un Segretario comunale nominato anche Direttore generale, come corrispettivo per la sua funzione di Presidente del nucleo di valutazione dell’ente medesimo, giudicata dalla parte attrice come un “grave nocumento per l’Ente, … pari ad emolumenti aggiuntivi non dovuti e percepiti dal P. in qualità di Presidente del Nucleo di Valutazione”. 
A supporto della tesi della parte attrice vengono citati l’art. 24 del D. Lgs. 165/01, che sancisce che “il trattamento economico remunera tutte le funzioni ed i compiti attribuiti ai dirigenti, nonché qualsiasi incarico ad essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito dall’Amministrazione”, e l’art. 97, 4° comma, del D. Lgs. 267/00, il quale prevede che il P., in qualità sia di Segretario comunale che di Direttore generale, “era chiamato ad esercitare ‘… ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti o conferitagli dal sindaco …’”: da ciò si desume che “l’attività prestata dal P. quale Presidente del Nucleo di Valutazione era dovuta ‘ratione officii’ nell’ambito degli obblighi di lavoro”. 
La Corte ritiene fondata la richiesta di danno erariale della parte attrice, giacchè “l’art. 41, c. 6, del C.C.N.L. dei segretari comunali e provinciali del 16/05/2001 prevede che la retribuzione di posizione assorba ogni altra forma di compenso connessa alle prestazioni di lavoro”, e che “il P. aveva percepito tutte le voci stipendiali previste dall’art. 37 del C.C.N.L. … nonché la specifica indennità disciplinata all’art. 44 del C.C.N.L., inerente il trattamento economico del segretario per essere state conferite funzioni di direttore generale”. 
Risulta altresì qualificabile come “gravemente colpevole” l’illecito compiuto dai convenuti membri della giunta che comunale che hanno deliberato la spesa in argomento, ferma e incontestabile restando la consapevolezza, da parte del P., della “non debenza degli emolumenti in questione”; prevalente risulta essere la responsabilità di quest’ultimo anche in virtù del fatto che egli stesso “ha espresso parere favorevole in ordine alla regolarità contabile con contestuale attestazione della copertura finanziaria ai fini del relativo impegno di spesa”. 
Alla luce di ciò, il danno erariale viene imputato per il 60 % al P., “in quanto responsabile del danno erariale per cui è qui causa a titolo di dolo contrattuale (cosciente inadempimento del rapporto contrattuale e cosciente violazione degli obblighi di servizio nella percezione illecita degli emolumenti per cui è domanda)”, e per il 40 % da suddividere in parti uguali per gli altri convenuti.

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