Giurisprudenza annotata

25.4. T.A.R. Liguria, 22 ottobre 2009, n. 2955


Abstract


Affermare, nei verbali di gara, che la documentazione e le offerte presentate dai concorrenti vengono custodite "presso i locali dell' Amministrazione" non è sufficiente a soddisfare lo specifico obbligo di custodia e segretezza delle offerte vigente in materia di gare di appalto.

Questo il principio, ben noto ma poco applicato, ribadito dal T.A.R. Liguria nella sentenza 22 ottobre 2009, n. 2955.

Nel caso esaminato -una gara a procedura ristretta indetta da un  Ente territoriale per l'affidamento del servizio di pulizia dei locali occupati dai propri dipendenti nella quale tra indizione e aggiudicazione definitiva sono trascorsi ben due anni- i plichi (in particolare le buste contenenti l’offerta tecnica) sono stati detenuti dalla stazione appaltante senza alcuna formalità. Dagli atti di gara, infatti, non emerge che l'amministrazione abbia adottato idonee misure per custodire le offerte in luogo sicuro, nè risulta che sia stato individuato un responsabile della custodia delle stesse. I plichi, peraltro, non sono stati neppure adeguatamente richiusi, con evidenti rischi di manomissione o alterazione delle offerte.

Il Tribunale, con la pronuncia in esame, aderisce all'orientamento giurisprudenziale quasi uniforme secondo il quale "l’omessa menzione delle cautele adottate per assicurare la custodia e la segretezza delle offerte determina l’illegittimità delle operazioni effettuate, illegittimità che non può essere superata dalla considerazione che non si sia concretamente verificata alcuna manomissione dei plichi contenenti le buste, atteso che la tutela giuridica dell’interesse pubblico al corretto svolgimento delle procedure concorsuali, secondo il principio di cui all’art. 97 della Costituzione, deve essere assicurato in astratto e preventivamente e non può essere considerata soddisfatta sulla base del mancato verificarsi di eventi dannosi" (Cons. Stato, sez. V, 6 marzo 2006, n. 1068).

In senso contrario a tale orientamento si è espressa, di recente, solo la sesta sezione del Consiglio di Stato, con una pronuncia rimasta isolata, nella quale si affermava che la mancata verbalizzazione delle modalità di conservazione delle offerte non è di per sé elemento idoneo ad invalidare l’attività della Commissione, salvo che il ricorrente non fornisca indizi ulteriori dai quali desumere la scorretta conservazione della documentazione di gara (Cons. Stato, sez. VI, 5 dicembre 2008, n. 6038).


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