Giurisprudenza annotata

21.7. Consiglio di Stato, sentenza n. 5808/2009


Abstract


Il Consiglio di Stato, con la sentenza 28 settembre 2009 n. 5808, si è, ancora una volta, pronunciato in materia di affidamenti in house e, in particolare, sui requisiti legittimanti l’affidamento diretto da parte dell’amministrazione dei servizi pubblici locali.

Nel caso di specie, il giudice amministrativo respinge l’appello affermando la sussistenza del requisito del controllo analogo, a prescindere dalla esiguità della partecipazione del Comune al patrimonio della società in house (pari allo 0,26% del capitale sociale).

A detta del giudice, infatti, il controllo analogo sussiste in presenza delle seguenti condizioni da indicare nello statuto:

a. il capitale deve essere detenuto interamente da enti pubblici locali che, al fine di aderire alla società, devono far pervenire all’organo amministrativo apposita richiesta scritta;

b. l’attività finanziaria non può essere mai prevalente e non potrà essere svolta nei confronti del pubblico.

In presenza di più soggetti affidanti, sarà, inoltre, necessaria l’introduzione di ulteriori specifici accorgimenti, tra cui quello in base al quale le decisioni relative a specifiche modalità di esecuzione dei servizi sul territorio dei singoli soggetti affidanti devono essere validamente assunte solamente dopo aver ottenuto il parere favorevole dell’amministrazione territorialmente interessata.


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Riferimenti bibliografici





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