Giurisprudenza annotata

1.6. SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA UE SUL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA


Abstract


La Corte dei Giustizia dell’Unione Europea con sentenza della Sezione I n. C-61/11 del 28 aprile 2011 ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinità introdotto nel nostro ordinamento dal cd. pacchetto sicurezza (legge n.94/2009 che ha modificato, tra gli altri, anche gli articoli 13 e 14 del d.lgs. n.286/1998). Secondo la Corte di Lussemburgo, infatti, tale disposizione, che prevede la pena della reclusione per gli immigrati irregolari, è in contrasto con la direttiva europea direttiva 2008/115/CE del 16 dicembre 2008 sui rimpatri dei clandestini. Nella sentenza si legge che “gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo conformemente all’art. 8, n. 4, di detta direttiva, una pena detentiva, come quella prevista all’art. 14, comma 5 ter, del decreto legislativo n. 286/1998, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio di uno Stato membro e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare nel territorio nazionale. Essi devono, invece, continuare ad adoperarsi per dare esecuzione alla decisione di rimpatrio, che continua a produrre i suoi effetti.” Inoltre, prosegue la Corte di Lussemburgo “alla luce di quanto precede, al giudice del rinvio, incaricato di applicare, nell’ambito della propria competenza, le disposizioni del diritto dell’Unione e di assicurarne la piena efficacia, spetterà disapplicare ogni disposizione del decreto legislativo n. 286/1998 contraria al risultato della direttiva 2008/115, segnatamente l’art. 14, comma 5 ter, di tale decreto legislativo.”

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