Saggi e contributi scientifici

IL PREAVVISO DI RICORSO NEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE TERZA) Omessa informativa. Conseguenze e casi concreti


Abstract


Sommario

1. L’omessa informativa dell’interessato e la mancata risposta della stazione appaltante; 2. Un nuovo concetto di autotutela? 3. Alcune pronunce recenti. 3.1. La recente giurisprudenza.  

1. L’omessa informativa dell’interessato e la mancata risposta della stazione appaltante

L’art. 30 d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104 disciplina l’azione di condanna, volta al risarcimento del danno ingiusto derivante dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria. Nei casi di giurisdizione esclusiva, peraltro, è risarcibile anche il danno da lesione di diritti soggettivi.

Al di là degli ulteriori aspetti normati dall’art. 30 codice di procedura amministrativa, quali il risarcimento del danno in forma specifica, il termine di decadenza entro il quale proporre la domanda, il danno da ritardo, quel che interessa in questa sede è che il codice amministrativo, mutuando i principi contenuti nell’art. 1227 cod. civ., ha previsto al comma 3 che, “nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti, e comunque esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti”. Con questa ultima disposizione si statuisce che l’omessa attivazione nei termini previsti dalla legge, degli strumenti di tutela, può rappresentare un dato che il giudice potrà e dovrà valutare, proprio alla stregua del canone di correttezza e del principio di solidarietà al punto da limitare, se non addirittura escludere la risarcibilità.


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